Visualizzazione post con etichetta allattamento al seno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta allattamento al seno. Mostra tutti i post

venerdì 5 ottobre 2012

SAM - Settimana dell'Allattamento Materno

E' la SAM - Settimana dell'Allattamento Materno.
Quest'anno partecipo così:





Queste foto sono state scattate in ospedale il 7 settembre; Arianna aveva un giorno appena, Sofia 25 mesi e 5 giorni.

I primi giorni di tandem sono stati difficilissimi.
Snervanti, stancanti, insofferenza e nervosismo alle stelle.
Ho commesso il grande errore di provar a dare delle regole a Sofia, in merito al numero di “accessi al seno” a lei permessi.
Il resto delle volte Ciccio o mia mamma intervenivano, su mia richiesta, tentando di distoglierla o distrarla.
Ho ottenuto solo l’effetto di farla entrare in ansia; si attaccava nervosamente, con la bocca succhiava ma con le mani mi spingeva, rimaneva rigida e vedevo i suoi occhi perennemente in movimento, che cercavano di scrutare se, per caso, stesse arrivando qualcuno a distoglierla…
Ho capito che non andava bene in quel modo e le ho permesso di tornare ad un regime “sano” di libero accesso alla tetta.
I primi giorni ha ciucciato più della sorellina neonata.
Adesso, a distanza di 4 settimane, si è abbastanza regolarizzata… 4 o 5 volte al giorno, in media.
Abbiamo raggiunto l’accordo che non si prende il latte in tandem se siamo fuori casa o se ci sono ospiti in casa. Abbiamo raggiunto l’accordo che non si cambia più tetta (perché una è della sorellina). Abbiamo raggiunto un equilibrio meraviglioso tra sorelle, per cui se Arianna inizia a piangere mentre Sofia prende il latte, lei spontaneamente scende e si mette di fianco a me per farle posto. Se prendono il latte in contemporanea, Sofia carezza la testa o i piedini ad Arianna. Se chiedo a Sofia di fare una pausa, perché vedo che ad Arianna arriva troppo latte  e si affoga, lei accetta sempre con serenità di rimandare per un po’.
C’è voluto molto, all’inizio ho avuto un attimo di sconforto e mi son quasi pentita di aver protratto così a lungo l’allattamento di Sofia e, ancor più, di aver intrapreso il tandem, che mi è parso una follia.
Adesso sono contenta che sia andata così.
A tutte le mamme che pensano di farlo, dico “Abbiate molto coraggio e una pazienza infinita i primi giorni. Sarete ripagate dopo le prime difficilissime settimane”.

martedì 7 febbraio 2012

Allattare in gravidanza

Ho deciso di farlo.
All’inizio ero perplessa; pensavo a quanto sarebbe stato difficile gestire l’allattamento del neonato insieme a quello di Sofia; pensavo a quanto male sarebbe stata lei durante i miei giorni di assenza per il parto; pensavo di dover preparare in qualche modo il terreno per un suo “svezzamento definitivo”,  prima del “grande giorno”.
Ci ho pensato, ci ho rimuginato, ci ho pianto.
Alla fine ho deciso di non smettere.
La fatica è solo mia, e mi sento di affrontarla. Non mi sento, semmai, di imporre a mia figlia un distacco al quale evidentemente non è ancora pronta, considerato quanto spesso ancora cerca il mio latte, e a quanto questo le serva ancora per dormire, per consolarsi… e in questi giorni di malattia e inappetenza, anche per nutrirsi, considerato che, per poco che ne sia rimasto, praticamente per ora prende quasi solo quello.
Niente svezzamento, niente passi da gigante. Si continua a oltranza.
Nel corso della gravidanza si vedrà come andrà, se il latte cambierà sapore, se sparirà, se lei smetterà di volerlo….
Intanto siamo qui.
Il primo mese… un dolore ai capezzoli veramente difficile da sopportare.
Strano per me, che non ho mai sofferto di una ragade, mai avuto alcun dolore o alcun problema nell’allattamento… una cosa del tutto nuova con cui confrontarsi; il dolore, il fastidio, l’istinto di staccarla e proteggere quella parte così sensibile e dolorante di me.
Dall’altro lato la volontà ferma di non farlo, di sopportarlo sperando che diminuisse…
Adesso, nel corso del terzo mese, il dolore è molto molto attenuato.
Le prime settimane avevo anche un dolore strano, simile al riflesso di emissione bilaterale: lei ciucciava a destra e a me scoppiava di dolore il seno sinistro (e viceversa). Anche questo adesso è scomparso.
Ora procediamo, anche se il latte mi sembra decisamente meno… molto meno.
Gli esami del sangue del primo trimestre, in barba a tutto il terrorismo che mi era stato fatto… sono assolutamente perfetti, nessun valore è alterato e persino il ferro…. È proprio buono !!!

Allattamento in gravidanza, ciak si gira… noi insistiamo, poi si vedrà!

giovedì 5 gennaio 2012

Smettere di allattare ?


Non avrei mai immaginato di scrivere questo post… non avrei immaginato di trovarmi dinanzi a una difficoltà di questo genere. Sono sempre stata convinta di allattare Sofia a oltranza, ho sempre sostenuto che avrei lasciato a lei la libertà di continuare finchè ne avesse avuto voglia, e di smettere non appena si fosse sentita pronta…
E non mi sono mai chiesta “come si faccia” a smettere di allattare. Non mi sono chiesta se esistano protocolli speciali, metodologie particolari, consigli utili etc… fino a qualche giorno fa avrei risposto che l’unico consiglio sensato era “non fare assolutamente nulla per smettere, sarà il bimbo a smettere quando sarà pronto per farlo”…
In questi giorni…. Una novità… desiderata e inattesa al tempo stesso.
Una novità che mi porta a pensare (quantomeno a domandarmelo) che forse sia bene iniziare a gettare delle basi per il futuro.
In virtù di questa novità (che al momento non esplicito… per scaramanzia!), tra qualche mese sarò costretta a trascorrere meno tempo con Sofia, e quasi sicuramente anche a mancare di casa per qualche giorno. Mi spiace immensamente e il solo pensiero mi atterrisce, ma non credo ci siano alternative. Dovrò dormire fuori casa per un paio di notti.
E mi chiedo, a quel  punto, quanto soffrirà la mia bambina, abituata ad addormentarsi con me nel lettone ciucciando il mio latte ? come farà ad addormentarsi, quanto sentirà la mia mancanza, quanto tutto questo la farà soffrire ?
Se c’è una cosa che non voglio assolutamente, è arrecare una sofferenza alla mia bambina.
E credo che l’unico modo per aiutarla a non soffrire troppo durante quei giorni sia iniziare ad aiutarla, gradualmente fin da ora, ad acquisire nuove abitudini. Aiutarla ad imparare ad addormentarsi anche con papà; aiutarla a imparare che può fare a meno della tetta di mamma, e non per questo perdere il suo amore.
In barba a queste convinzioni, tuttavia, mi manca la “praticità”… ovvero.. da dove si comincia ?
Ieri pomeriggio  ho provato per la prima volta a convincerla a rinunciare ad una poppata, proponendole giochi, dicendole che era quasi ora di cena, abbracciandola forte…. Niente è servito, lei piangeva e continuava a cercare di abbassarmi la cerniera del maglione per raggiungere il mio seno… piangeva accoratamente, e a me si è stretto fortissimo il cuore.
Alla fine mi sono ricordata di due marionette di stoffa, conservate per “emergenza” e mai viste da lei fino ad ora… quella era un’emergenza, così le ho tirate fuori e lei è riuscita a distrarsi…
A me è rimasto un vuoto nel cuore incredibile, e quando è arrivata l’ora di metterla a nanna non vedevo l’ora di poterle dare la “sua” poppata… ho sentito fortissimo, in quel momento, quanto ancora anche per me sia importante non smettere di allattarla, quanto io ami profondamente quel legame meraviglioso tra noi due… e quanto difficile (anche per me) sarà allentarlo fino a scioglierlo del tutto…. Ho qualche mese di tempo per farcela… so che ci vuole un sacco di pazienza, un mare d’amore, la consapevolezza che ci saranno tantissime lacrime… e mi chiedo se realmente ne valga la pena, se sia giusto, se sia naturale….
Sono tanto confusa e, in questo momento, non so che pesci prendere…
E dire che alla sua età tantissimi bimbi hanno smesso da moltissimi mesi di prendere il latte…
Per la prima volta mi sono trovata a chiedermi se sia stato veramente solo un bene prolungare l’allattamento fino a questo punto, e il trovarmi a vacillare su questo interrogativo… in questo momento ha scalzato molte mie certezze….

martedì 8 novembre 2011

Il pediatra

Il pediatra.
Non ne ho mai parlato molto, nonostante sia sicuramente un argomento molto importante per chi ha bimbi piccoli. Tra le qualità che ho ritenuto fondamentali  nella scelta del pediatra di Sofia (dando per scontate la competenza, l’esperienza e la professionalità) ci sono sicuramente la reperibilità (motivo per il quale la prima pediatra, che onestamente mi piaceva abbastanza, è stata “cassata” dopo averla cercata invano per un numero imprecisato di volte), l’umanità nel rapporto con mia figlia, l’atteggiamento nei confronti dell’allattamento al seno (diciamocelo che i pediatri di formazione “anni ‘70” sono nemici dell’allattamento al seno e fanno di tutto per scoraggiare le mamme dal praticarlo) e la bassa propensione a medicine e medicalizzazione in generale.
Il pediatra di Sofia è un fan sfegatato dell’allattamento al seno.
I primi contatti con lui li ho avuti proprio perché gli chiesi dei consigli in merito, all’inizio del nostro allattamento, e mi diede spiegazioni così precise, dettagliate e puntuali che non mi aspettavo davvero, e sicuramente in quel frangente si è conquistato la mia fiducia.
A parte questo, forse è anche un po’ un tipo “sui generis”… sicuramente non esattamente “melenso”, forse un pochino prolisso per certe cose, e altrettanto spartano per certe altre. A volte taglia corto in modo piuttosto deciso, in certi momenti mi sono sentita quasi un po’ a disagio… altre volte invece si allunga e si dilunga, e io mi perdo ad ascoltarlo…
Ieri, comunque, è stato grande e, dentro di me, gli ho “perdonato” le volte in cui mi ha fatta sentire deficiente. Mi sono sentita “vista” veramente in profondità su alcune cose che per me rappresentano dei punti deboli nel rapporto con Sofia e con me stessa. Senza bisogno che fossi io ad affrontare certi argomenti, li ha messi sul tavolo lui con una tale disinvoltura e semplicità, da avermi fatta sentire capita e quasi “fotografata” dentro.
Ho provato la bella sensazione di essere vista nelle mie debolezze, sostenuta e accompagnata.
Gliene sono stata molto grata. Anche se non gliel’ho detto.

E ho appuntato sulla borsa con grande orgoglio  la spilla che mi ha regalato con lo slogan pro allattamento al seno!

sabato 4 giugno 2011

Latte materno à la carte. Perché non poppano secondo un orario regolare.

Come promesso, ecco un estratto di una parte molto interessante del libro di Gonzalez…
Metterei un elenco di "alla faccia di Tizi e Caii", comprendendo in lista anche pediatre e dottori, che hanno avuto da ridire continuamente sul modo in cui ho allattato Sofia i primi mesi e che ancora adesso mostrano perplessità e contrarietà circa il prolungamento dell’allattamento al seno…
Ma oggi ho da fare, dunque risparmio le polemiche e vi lascio invece un po’ di informazioni che secondo me sono illuminanti sia “a posteriori”, sia – soprattutto – per chi dovesse essere in procinto di iniziare quest’avventura meravigliosa !!!!
E a parte tutto… leggetelo il libro, è davvero ricco di spunti interessanti (nei prossimi giorni cercherò di postarne altri estratti!!!)
Buona lettura !!!! Ma soprattutto.... BUON ALLATTAMENTO !!!!


================================================================

<<L’orario delle poppate è un mito. Ci fu un tempo in cui si credeva che i neonati dovessero succhiare ogni tre ore, o ogni quattro ore (e dieci minuti per ogni lato, per maggior scherno!). ti sei chiesta qualche volta perché dieci e non nove o undici? Evidentemente, sono numeri arrotondati. Com’è possibile che qualcuno abbia creduto che un numero arrotondato fosse un numero esatto? Ovviamente noi adulti non mangiamo mai “dieci minuti da ogni piatto ogni quattro ore”. Quanto impieghiamo a mangiare una pietanza ? dipende da quanto velocemente mangiamo, guarda caso! Ai bambini accade la stessa cosa: se succhiano rapidamente impiegano meno di dieci minuti, se succhiano lentamente impiegano di più.
Se mangiamo a orari fissi è solo perché lo esigono i nostri obblighi lavorativi. Normalmente, nei giorni festivi, saltiamo completamente l’orario abituale senza che la nostra salute ne risenta minimamente. Però, nonostante ciò, c’è ancora gente che crede che i bambini si debbano abituare a un orario prestabilito, con vaghi riferimenti alla disciplina o alla digestione. […]
Il latte materno non è un alimento morto ma un tessuto vivo, in costante evoluzione. La quantità di grasso nel latte aumenta molto durante la poppata: il latte che esce all’inizio ha poco grasso e quello che esce alla fine ne ha fino a  cinque volte di più.
La quantità media di grasso nel latte di una determinata poppata dipende da quattro fattori: il tempo trascorso dalla poppata precedente (più tempo passa meno grasso è presente); la concentrazione di grasso alla fine della poppata precedente (maggiore è questa concentrazione e maggiore sarà la concentrazione nella poppata successiva); il volume ingerito nella poppata precedente; il volume ingerito nella poppata attuale (la lettrice curiosa può consultare l’eccellente studio di Woolridge sulla fisiologia dell’allattamento). Se prende latte con meno grassi (e pertanto con meno calorie), il bambino può accettarne un volume maggiore , e quindi può assumere più proteine… dunque il bebè che prende 50 ml da ogni seno non si sta nutrendo alla stessa maniera di quello che prende 100 ml da un seno solo;e la dieta del bebè che prende 80 ml ogni due ore è completamente distinta da quella di un altro bebè che succhia 160 ml ogni 4 ore.
Il controllo della composizione del latte è ancora oggetto di ricerca, e quello che non sappiamo è probabilmente molto più di ciò che già conosciamo. Ad esempio, è stato osservato che un seno solitamente produce latte con più proteine rispetto all’altro. Può darsi che sia una pura casualità… o può darsi che tuo figlio possa scegliere, succhiando più da un seno che dall’altro, un pasto con più o meno proteine.
Eri convinta che tuo figlio mangiasse sempre alla stessa maniera? Pensavi che sarebbe stato noioso passare alcuni mesi prendendo solo latte ? puoi ben vedere che con i latte materno non è così.  Tuo figlio ha a disposizione un ampio menu in cui può scegliere dalle zuppe leggere fino ai dolci cremosi. Siccome non può parlare, né il seno potrebbe capirlo d’altra parte, richiede il suo menu dando istruzioni al seno attraverso tre chiavi:
  1. la quantità di latte che prende a ogni poppata (cioè poppando più o meno tempo con maggiore o minore intensità)
  2. il tempo tra una poppata e l’altra
  3. poppare da un solo seno o da entrambi.
Ciò che tuo figlio fa con il seno è autentica ingegneria per ottenere ogni giorno esattamente ciò di cui ha bisogno. Il controllo di tuo figlio sulla propria dieta è totale e perfetto quanto può variare a volontà le tre chiavi. L’allattamento a richiesta consiste proprio in questo: è il bambino che decide quando deve poppare, per quanto tempo e se deve prendere un seno o tutti e due.
Quando gli si impedisce di controllare uno dei meccanismi, la maggior parte dei bambini riesce a ottenere una dieta adeguata manovrando abilmente con gli altri due […] Ma il bambino che non può modificare né la frequenza né la durata delle poppate, né decidere se prendere un seno o tutti e due, è perduto: in questo modo non prenderà il latte di cui ha bisogno, ma quello che “per caso” gli tocca”.  Se la sua dieta si allontana di molto dalle sue necessità, il bambino avrà dei problemi: il suo peso non sarà adeguato o passerà il giorno affamato e piagnucoloso. Per questo l’allattamento a orario funziona raramente e il risultato è tanto più catastrofico quanto più si pretende di imporre un orario stretto. Il bambino ha bisogno di succhiare in maniera irregolare perché solo così può ingerire una dieta equilibrata.>>

(Da: Gonzàlez C., “Il mio bambino non mi mangia”. Pp. 66-69)

venerdì 3 giugno 2011

"Il mio bambino non mi mangia"... concetti fondamentali

Acquistato per corrispondenza su internet, arrivato la settimana scorsa… l’ho quasi divorato  (e la metafor a in questo caso è azzeccatissima !!!)! Adesso è il turno di “io mi svezzo da solo”, che inizierò spero già da domani…


Dunque, volendo riassumere i concetti principali, o quantomeno quelli che a me son rimasti più impressi, in qualche “pillola”, magari utile anche ad altre mamme…. (vada di fretta, non rifletto molto e non rileggo, perché ho mio marito accanto semi addormentato e non è giusto prolungare la sua agonia….)
  1. Più che di “svezzamento” si deve parlare di “alimentazione complementare”, ovvero fino a 2 anni l’alimento principale della dieta rimane il latte di mamma e tutto il resto si aggiunge a completamento, senza fretta e senza pretese.
  2. I bimbi si autoregolano in modo naturale, sia nella quantità che nella qualità dei cibi complementari da introdurre nella loro dieta.
  3. Quasi tutti tra 9 e 12 mesi hanno un periodo variabilmente lungo di inappetenza; è normale ed è sbagliato insistere affinchè mangino di più.
  4. Anche “aeroplanini”, filastrocche, canzoncine, preghierine e giocattoli “distruttori” rappresentano una forzatura: sono metodi “artificiali” per indurre un bimbo a fare una cosa diversa da quella che farebbe per istinto, cioè smettere di mangiare, dunque sono solo modi più subdoli per “obbligarlo”.
  5. Sgridare un bimbo che non vuol mangiare o che spinge via la pappa serve solo a fargli fare un’associazione del tipo “pappa = un brutto quarto d’ora”; se anche la mamma gli si rivolta contro, in quel momento, sgridandolo ed alzando la voce con lui, il momento della pappa diventa una vera tortura e alla lunga questo può influire negativamente sulla qualità del suo rapporto con il cibo.
  6. Quando ci sembra che i bimbi mangino poco, occorre rivedere prima di tutto le nostre aspettative: nella maggior parte dei casi stiamo sovrastimando le loro capacità e i loro fabbisogni.

Tutta una nota a parte merita il capitolo “latte à la carte”, che spero di ricopiare nei prossimi giorni e pubblicare per intero, perché è illuminante e mi ha fornito ulteriori elementi e notizie a supporto della validità dell’allattamento prolungato (alla faccia di chi inizia a dirmi che sarebbe ora di smettere di allattare Sofia… tiè !)

sabato 26 marzo 2011

arrivano i dentini - parte 2 !!!

...crescono velocemente... e si fanno sentire !!!! Credo stiano spingendo anche quelli superiori, perchè da ieri Sofia continua a cacciarsi le dita in bocca e le muove come se "cercasse" qualcosa sull'arcata superiore.... dorme male e strilla spesso di notte.... 
Allattare inizia a diventare un po' "panico" per me.... non intendo smettere, ovviamente, ma quando afferra il capezzolo con le gengive (e quei due dentini) e tira.... ahi ahi !!!!!


martedì 8 marzo 2011

Tempo per me (?)

Riguardo ogni tanto le foto di un anno e mezzo fa... riguardo in particolare quelle del giorno del mio matrimonio... ammazza quant'ero bella !!! Stento a riconoscermi quasi... 


Ormai mi rendo conto che le occhiaie fanno più o meno parte della mia espressione quotidiana (e menomale che ho una bambina santa che dorme pressochè tutta la notte!!!!!), i capelli si sciolgono solo per andare a dormire, le unghie sono rimaste "rasoterra" da 7 mesi in qua... vestirsi spesso è più noioso che altro, perchè tendo a privilegiare capi ad allattamento "easy"... dunque ho fatto scorta di maglioni con la zip al reparto uomo dei Grandi Magazzini, un paio li ho trafugati dall'armadio del maritonzolo... quando proprio sono in vena di "femminilizzarmi" un po' vado di camicia e cardigan... certo, mi mancano un po' i dolcevita, gli abitini in maglia, i maglioni con lo scollo a V completato da sciarponi e foulard.... mi manca il mio stile di prima.... e paradossalmente mi manca tanto il mio pancione, che mi faceva sentire terribilmente  a mio agio e libera di vestirmi e muovermi  !
Ripenso spesso a tutto questo "universo parallelo", ormai caduto in una bolla eterea di ricordi sbiaditi, di nome "femminilità"... a volte ci sento un pizzico di nostalgia... ma molto più spesso mi ritrovo a pensare che il primo significato della parola "femminile", è proprio il privilegio della maternità, e che queste "rinunce" sono una logica conseguenza di questo cambiamento, bellissimo, della mia vita.

A volte mi guardo intorno, osservo le mie amiche e vedo di tutto... ci sono le neomamme (come me più o meno) che sono riuscite a tornare strafighe come prima, indossano bigiotteria, anelloni giganti, si truccano, sono tornate in linea mozzafiato, portano i capelli al vento e si vestono da femmine...
Poi ci sono anche quelle che, come me, hanno cambiato stile, virando verso una linea molto più acqua e sapone, ammorbidita nei lineamenti, più essenziale e meno ingioiellata (io ho momentaneamente smesso di portare, con grande dispiacere, anche  il mio adorato anello di fidanzamento, per paura di graffiare Sofia cambiandole il pannolino)... Mi soffermo su queste ultime, e le vedo serene, piene di amore e di calore, appagate e incredibilmente femminili....
Ecco, è così che voglio essere anche io.... sebbene di femminile, in me, al momento veda molto poco....
Il tempo per me, quello per una pulizia del viso o una manicure, a volte mi manca un po'....
Per il momento il tempo per me è quello, splendido, in cui mi accuccio nel letto con Sofia per addormentarla e mi godo il suo profumo, le sue manine che mi cercano, la sua pelle vellutata... è il tempo di stare con lei mentre gioca nel box e mi vuole lì vicino a guardarla; è il tempo di coccolare mio marito per come posso... è il tempo per scrivere qui e lì, passarmi una mano sul cuore e riscoprire, giorno dopo giorno, quanto sia innamorata di mia figlia !

Mia figlia !!!
Quando incontro nello specchio l'immagine di noi due che passeggiamo insieme per casa (e non è ben chiaro chi porti chi, perchè lei è già alta quasi quanto me!!!) mi fermo e penso "Io ho una figlia!! E quella sei tu  Che miracolo che è!"...

Sono una mamma....!!!
Che dono immenso !!!

venerdì 4 marzo 2011

Prime paroline...

Non so se sia più o meno vero, ma di solito sento dire che le prime parole dei bimbi, nell'ordine, sono "mamma", "papà", "pappa" e "cacca"...
Da brava bimba allattata al seno, Sofia ha detto "tette" al posto di "pappa" (dunque le sue prime tre parole, in ordine, sono state "mamma", "papà" e "tette"....)... e stasera, in perfetto copione, è arrivata anche "cacca" !!
Ci ha fatto sorridere, ma soprattutto mi ha stupita un attimo, rivoluzionando per un certo verso quello che pensavo in merito all'apprendimento del linguaggio... Pensavo che le prime sillabe fossero una ripetizione di quelle che i bimbi sentono più spesso, tanto che avevo creduto che Sofia avesse iniziato presto a dire "mamma" (aveva appena 3 mesi quando l'ha detto la prima volta) perchè lo sentiva dire continuamente a me (che spesso mi rivolgo a lei con appellativi come "amore della mamma", "gioia di mamma" e simili)... 
Ma se c'è una parola che usiamo veramente poco, a casa, è "cacca".... 
Quando ci riferiamo ai suoi pannolini, in effetti, diciamo più spesso "pupù" (non so perchè... è stupido in effetti...)... Dunque, alla luce di questo... mi sa che c'è qualcosa di "istintivo" che guida verso la graduale scoperta di nuove consonanti con cui formare nuove sillabe....
E sono ancor più "orgogliosa" che la sua prima parola sia stata "mamma" !!!!

lunedì 21 febbraio 2011

Prime pappe


Durante i primi mesi di allattamento al seno, molte persone mi chiedevano “quando pensi di svezzarla?” e io rispondevo sempre “non prima di sei mesi”. 
Credevo fermamente di allattare esclusivamente al seno Sofia fino al suo sesto mese di vita, perché avevo letto da più parti che è preferibile e consigliabile. 
Poi, a metà del suo quarto mese, quella domanda mi è stata posta dal suo pediatra il quale, a fronte della mia risposta “standard”, mi ha domandato “Ma Sofia che ne pensa di questa decisione?”…. Lì per lì sono rimasta interdetta, ma ho apprezzato immediatamente l’idea di guardare la questione dal punto di vista della bambina. Per la prima volta mi sono trovata a constatare che in effetti da un po’ di tempo lei si mostrava molto curiosa di quello che noi facevamo a tavola, la sera faceva qualche capriccio perché voleva stare a tavola insieme a noi (quasi sempre in sulle ginocchia di Ciccio) e mostrava di essere attratta dal cibo che mangiavamo noi.
Il suggerimento del dottore è stato quello di non aspettare troppo, per evitare di “forzare” un’attitudine eccessivamente rigida nei confronti del cibo da parte di Sofia, e di sfruttare – al contrario – quel momento di curiosità, che denotava apertura da parte della bimba e, dunque, una buona disposizione nei confronti della novità.
Pur accettando di buon grado il suggerimento, ho ritardato ancora di un pochino l’inizio dello svezzamento di Sofia; l’idea di staccarla dal seno (fosse pure per una sola pappa al giorno, mantenendo l’allattamento al seno per il resto della giornata) un po’ mi “rattristava”, lo ammetto.
Ad ogni modo, a 4 mesi e 18 giorni, il 20 dicembre 2010 Sofia ha fatto la sua prima pappa a base di brodo vegetale, crema di riso, olio e parmigiano. Esperienza andata magnificamente; lei non ha avuto esitazioni dinanzi al cucchiaino, né dinanzi al gusto e alla consistenza della pappa; eravamo più imbranati noi che non lei!


 Da allora è stato un viaggio in avanti, alla scoperta di cibi sempre nuovi.
Riconosco di aver proceduto sempre un po’ più a rilento delle indicazioni fornite dal pediatra; ancora adesso (a sei mesi e mezzo) andiamo di liofilizzati, e solo da pochissimo ho introdotto quelli di carne rossa; non ho ancora dato la pastina (ma il semolino si), né le lenticchie… ma in compenso fino a questo momento Sofia ha già mangiato diverse verdure (patata, carota, sedano, zucchina, zucca rossa, spinaci e bietoline), pollo, tacchino, coniglio, agnello, vitello, manzo e cavallo (liofilizzati), parmigiano, olio, farina di riso, farina di mais e tapioca, semolino di grano, mela, pera, banana, prugna, yogurt di pecora… e oggi per la prima volta anche la ricotta di mucca!
In linea di massima, escluso i liofilizzati e le farine, preferisco preparare io le sue pappe, cucinando io quello che posso comprare fresco; banditi dunque (per me) i passati di verdura pronti (preparo io tutto con le verdure fresche, e al massimo lo congelo io, per scongelarlo man mano giornalmente) e gli omogeneizzati di frutta (a merenda frullo io frutta fresca di stagione con un po’ del mio latte); ho comprato gli omo di frutta solo per darle un po’ di prugna (per motivi di stitichezza) che in questo momento non è di stagione. Tra non molto vorrei cimentarmi con gli omogeneizzati di carne, in modo da lasciare i liofilizzati e passare agli omogeneizzati (home made però !).

Fino al momento attuale è andata abbastanza bene, anche se alcune cose a Sofia non piacciono proprio (tra queste il purè di patate, con mia grande sorpresa, lo yogurt bianco e le varie “pappe lattee”, provate al gusto banana e biscotto… niente da fare !) e in linea di massima non è esattamente una grandissima “mangiona”. Direi che anzi è molto “palermitana” nel suo modo di mangiare, nel senso che lascia quasi sempre un po’ di pappa nel piatto, ed io evito di forzarla più di tanto perché da un lato penso sempre che in qualsiasi momento della giornata, può avere il mio latte, e dall’altro lato ricordo con estremo disgusto la sensazione di venire forzata per mangiare (conosciuta nella mia infanzia) e a lei vorrei evitarla….
In questi giorni lei non è stata benissimo, dunque ci siamo un po’ fermati sulle cose note; appena starò meglio intendo darle la pastina, ritentare il purè di patate…. E a fine del sesto mese provare le lenticchie !

Già da un po’ abbiamo introdotto anche la cena, e dunque al momento l’alimentazione tipo di Sofia prevede a pranzo un passato di verdure con semolino, liofilizzato di carne, olio e parmigiano, di pomeriggio un frutto e la sera passato di verdure con crema di riso (o mais e tapioca), olio e parmigiano, oppure yogurt con frutta e biscotto granulare, oppure brodo vegetale con crema di riso, olio e parmigiano, o ancora (come oggi) passato di verdure con ricotta, olio e parmigiano, o (ma molto raramente perché non le piace) una pappa lattea dolce.

Rispetto alle “tabelle di marcia” sono indietro di circa un mese… tutto sommato sto seguendo un po’ il mio istinto, mi dico che ha tutta la vita davanti per mangiare tutto quello che vorrà e che non c’è motivo di correre troppo adesso… mi viene paura, d’altra parte, anche di abituarla in modo troppo “restrittivo” a pochi alimenti e a gusti limitati… e non è questo che voglio… quindi, insomma, cerco di mediare un po’ tra le mie paure (sono io quella che ha sempre paura delle novità) e le regole di gradualità che devono essere rispettate nello svezzamento…

Al momento sono bene accette ricette, suggerimenti e idee per le pappe, tenendo conto che non abbismo ancora introdotto né uovo né pesce né formaggi freschi (a parte la ricotta, che però non è un vero e proprio formaggio, essendo la risultante del latte che “rimane” dopo la produzione dei formaggi… dunque è scarsissima sul piano della presenza di lattosio, grassi e proteine del latte).  

giovedì 17 febbraio 2011

Allattare a richiesta...

Se avessi creato questo blog sei mesi fa, avrei scritto decine e decine di post sull’allattamento; ogni giorno avrei avuto un dubbio diverso, un interrogativo nuovo, una paura in più…
Oggi invece posso raccontare un’esperienza meravigliosa, che continua ancora, finalmente con serenità e senza mille paure (prima tra tutte quella di svegliarmi improvvisamente una mattina senza latte).

Sofia si è attaccata al seno senza nessuna difficoltà, una ventina di minuti dopo essere nata; per i primi due giorni ha ciucciato quasi ininterrottamente in ospedale; la mattina del terzo giorno, in corrispondenza con il nostro rientro a casa, è arrivata la montata lattea. 


Dopo quei due giorni di sfregamento quasi continuo, la pelle dei capezzoli si era irritata (malgrado i  precedenti mesi di preparazione con olio di mandorle); è stato salvifico per me l’olio VEA (che può anche essere ingerito dal bambino, quindi non necessita di lavaggi o altro). Costa un po’, ma ne vale la pena: almeno a me ha permesso di continuare a insistere nonostante il fastidio iniziale ed ha bloccato sul nascere il fenomeno irritativo, che probabilmente avrebbe potuto degenerare con delle ragadi… invece non ne ho mai avuta una, continuando ad applicare il VEA mattina e sera per i primi due mesi; poi sono diventata meno ossessiva, anche perché il problema era davvero rientrato.

Lo scoglio veramente più duro, almeno per me, è stata la pressione esercitata da familiari e conoscenti, sempre un po’ troppo prodighi di consigli, moniti e idee personali, quando non addirittura di critiche e presagi di sventura…

Allatti al seno? Ma non lo sai che poi diventi schiava?”; “Ma sei sicura che il tuo latte sia buono?”; “Ma è di nuovo al seno? Ma sei sicura di avere abbastanza latte?”; “Devi attaccarla al seno ogni tre ore, dieci minuti per seno, e poi basta!”; “Deve esserle chiaro fin da subito che il seno serve per mangiare, altrimenti poi diventa ciuccio e tu non avrai più una vita normale”; “A sei mesi ancora il tuo latte? Ma quando pensi di toglierglielo?”; “Si ma almeno un biberon di latte artificiale daglielo la sera, così dorme tutta la notte e tu hai il tempo di rifare il latte per il giorno dopo!”; “Ma come, il ciuccio non glielo dai ???”; “Il colostro ?? Ma non si da il colostro, fa venire l’ittero!!!” (questa credo sia la più assurda che mi sia stata detta!)…

In una fase (quella iniziale) in cui i dubbi ce li hai già da te, tutte queste considerazioni non aiutano e soprattutto tutti quei “ma sei sicura che…” ti fanno montare l’ansia a centomila; vorresti tanto rispondere “no, non sono sicura di un ca**o, perché è la mia prima figlia e non ho esperienza in merito, ma vorrei avere il tempo di capirlo con calma se permetti”…. E forse solo quando esci dal vortice capisci che tutte quelle “sicurezze” non servono a niente, se non a farti perdere la meraviglia della scoperta giorno per giorno.
Fatto sta che se non sei fortemente determinata a continuare per la tua strada, il rischio di cedere è abbastanza forte…

Ho allattato Sofia “a richiesta”, assecondando sempre i suoi tempi, senza orologio e senza misurazioni; mai fatta una doppia pesata; ho ascoltato i suoi ritmi permettendole di addormentarsi in santa pace al seno quando era stanca, e garantendole di ritrovarlo al suo risveglio. Pian piano mi sono accorta che lei un ritmo piuttosto buono lo aveva anche preso, e in effetti al secondo mese ciucciava più o meno ogni due ore… solo che quelle due ore volavano ed io non me ne accorgevo!
Passata dunque la sensazione di “irregolarità” che all’inizio mi aveva un po’ destabilizzata, ho continuato ad allattare Sofia senza mai ricorrere a latte in formula; malgrado fosse estate non le ho mai dato nemmeno l’acqua (del resto quella necessaria è contenuta già nel latte materno); il ciuccio non lo ha mai voluto lei…. Insomma, solo tetta e ancora tetta ! 






Lei ha avuto pochissime coliche (solo due volte sono state veramente forti e non le ho comunque dato dimeticone o altri farmaci… in quelle due occasioni ho usato un prodotto vegetale a base di finocchio, melissa e passiflora, che non solo le piace molto, ma ha anche avuto buoni effetti su di lei).
Malgrado tutto sia sempre andato bene, fino al quarto mese abbondante ho convissuto con la paura di perdere il latte da un momento all’altro; più volte durante il giorno controllavo di averne abbastanza ed ero ossessionata dal timore che qualcosa potesse “bloccarsi” all’improvviso. 

Il punto di svolta è arrivato quando il suo pediatra, per la prima volta, mi ha spiegato ome funziona la ghiandola mammaria (paragonandola alla parotide), precisando che questa non è fatta per “contenere” latte, quanto per produrlo ed esortandomi anzi a tenerla più vuota possibile (ricorrendo anche più volte  al giorno al tiralatte) per essere sicura di produrre sempre abbastanza latte…. 
Da allora ho smesso di controllarmi ed anche se trovo il seno più morbido o piccino, so che Sofia troverà ugualmente latte... ed è migliorato anche il mio rapporto con il tiralatte !!!