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giovedì 5 gennaio 2012

Smettere di allattare ?


Non avrei mai immaginato di scrivere questo post… non avrei immaginato di trovarmi dinanzi a una difficoltà di questo genere. Sono sempre stata convinta di allattare Sofia a oltranza, ho sempre sostenuto che avrei lasciato a lei la libertà di continuare finchè ne avesse avuto voglia, e di smettere non appena si fosse sentita pronta…
E non mi sono mai chiesta “come si faccia” a smettere di allattare. Non mi sono chiesta se esistano protocolli speciali, metodologie particolari, consigli utili etc… fino a qualche giorno fa avrei risposto che l’unico consiglio sensato era “non fare assolutamente nulla per smettere, sarà il bimbo a smettere quando sarà pronto per farlo”…
In questi giorni…. Una novità… desiderata e inattesa al tempo stesso.
Una novità che mi porta a pensare (quantomeno a domandarmelo) che forse sia bene iniziare a gettare delle basi per il futuro.
In virtù di questa novità (che al momento non esplicito… per scaramanzia!), tra qualche mese sarò costretta a trascorrere meno tempo con Sofia, e quasi sicuramente anche a mancare di casa per qualche giorno. Mi spiace immensamente e il solo pensiero mi atterrisce, ma non credo ci siano alternative. Dovrò dormire fuori casa per un paio di notti.
E mi chiedo, a quel  punto, quanto soffrirà la mia bambina, abituata ad addormentarsi con me nel lettone ciucciando il mio latte ? come farà ad addormentarsi, quanto sentirà la mia mancanza, quanto tutto questo la farà soffrire ?
Se c’è una cosa che non voglio assolutamente, è arrecare una sofferenza alla mia bambina.
E credo che l’unico modo per aiutarla a non soffrire troppo durante quei giorni sia iniziare ad aiutarla, gradualmente fin da ora, ad acquisire nuove abitudini. Aiutarla ad imparare ad addormentarsi anche con papà; aiutarla a imparare che può fare a meno della tetta di mamma, e non per questo perdere il suo amore.
In barba a queste convinzioni, tuttavia, mi manca la “praticità”… ovvero.. da dove si comincia ?
Ieri pomeriggio  ho provato per la prima volta a convincerla a rinunciare ad una poppata, proponendole giochi, dicendole che era quasi ora di cena, abbracciandola forte…. Niente è servito, lei piangeva e continuava a cercare di abbassarmi la cerniera del maglione per raggiungere il mio seno… piangeva accoratamente, e a me si è stretto fortissimo il cuore.
Alla fine mi sono ricordata di due marionette di stoffa, conservate per “emergenza” e mai viste da lei fino ad ora… quella era un’emergenza, così le ho tirate fuori e lei è riuscita a distrarsi…
A me è rimasto un vuoto nel cuore incredibile, e quando è arrivata l’ora di metterla a nanna non vedevo l’ora di poterle dare la “sua” poppata… ho sentito fortissimo, in quel momento, quanto ancora anche per me sia importante non smettere di allattarla, quanto io ami profondamente quel legame meraviglioso tra noi due… e quanto difficile (anche per me) sarà allentarlo fino a scioglierlo del tutto…. Ho qualche mese di tempo per farcela… so che ci vuole un sacco di pazienza, un mare d’amore, la consapevolezza che ci saranno tantissime lacrime… e mi chiedo se realmente ne valga la pena, se sia giusto, se sia naturale….
Sono tanto confusa e, in questo momento, non so che pesci prendere…
E dire che alla sua età tantissimi bimbi hanno smesso da moltissimi mesi di prendere il latte…
Per la prima volta mi sono trovata a chiedermi se sia stato veramente solo un bene prolungare l’allattamento fino a questo punto, e il trovarmi a vacillare su questo interrogativo… in questo momento ha scalzato molte mie certezze….

sabato 4 giugno 2011

Latte materno à la carte. Perché non poppano secondo un orario regolare.

Come promesso, ecco un estratto di una parte molto interessante del libro di Gonzalez…
Metterei un elenco di "alla faccia di Tizi e Caii", comprendendo in lista anche pediatre e dottori, che hanno avuto da ridire continuamente sul modo in cui ho allattato Sofia i primi mesi e che ancora adesso mostrano perplessità e contrarietà circa il prolungamento dell’allattamento al seno…
Ma oggi ho da fare, dunque risparmio le polemiche e vi lascio invece un po’ di informazioni che secondo me sono illuminanti sia “a posteriori”, sia – soprattutto – per chi dovesse essere in procinto di iniziare quest’avventura meravigliosa !!!!
E a parte tutto… leggetelo il libro, è davvero ricco di spunti interessanti (nei prossimi giorni cercherò di postarne altri estratti!!!)
Buona lettura !!!! Ma soprattutto.... BUON ALLATTAMENTO !!!!


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<<L’orario delle poppate è un mito. Ci fu un tempo in cui si credeva che i neonati dovessero succhiare ogni tre ore, o ogni quattro ore (e dieci minuti per ogni lato, per maggior scherno!). ti sei chiesta qualche volta perché dieci e non nove o undici? Evidentemente, sono numeri arrotondati. Com’è possibile che qualcuno abbia creduto che un numero arrotondato fosse un numero esatto? Ovviamente noi adulti non mangiamo mai “dieci minuti da ogni piatto ogni quattro ore”. Quanto impieghiamo a mangiare una pietanza ? dipende da quanto velocemente mangiamo, guarda caso! Ai bambini accade la stessa cosa: se succhiano rapidamente impiegano meno di dieci minuti, se succhiano lentamente impiegano di più.
Se mangiamo a orari fissi è solo perché lo esigono i nostri obblighi lavorativi. Normalmente, nei giorni festivi, saltiamo completamente l’orario abituale senza che la nostra salute ne risenta minimamente. Però, nonostante ciò, c’è ancora gente che crede che i bambini si debbano abituare a un orario prestabilito, con vaghi riferimenti alla disciplina o alla digestione. […]
Il latte materno non è un alimento morto ma un tessuto vivo, in costante evoluzione. La quantità di grasso nel latte aumenta molto durante la poppata: il latte che esce all’inizio ha poco grasso e quello che esce alla fine ne ha fino a  cinque volte di più.
La quantità media di grasso nel latte di una determinata poppata dipende da quattro fattori: il tempo trascorso dalla poppata precedente (più tempo passa meno grasso è presente); la concentrazione di grasso alla fine della poppata precedente (maggiore è questa concentrazione e maggiore sarà la concentrazione nella poppata successiva); il volume ingerito nella poppata precedente; il volume ingerito nella poppata attuale (la lettrice curiosa può consultare l’eccellente studio di Woolridge sulla fisiologia dell’allattamento). Se prende latte con meno grassi (e pertanto con meno calorie), il bambino può accettarne un volume maggiore , e quindi può assumere più proteine… dunque il bebè che prende 50 ml da ogni seno non si sta nutrendo alla stessa maniera di quello che prende 100 ml da un seno solo;e la dieta del bebè che prende 80 ml ogni due ore è completamente distinta da quella di un altro bebè che succhia 160 ml ogni 4 ore.
Il controllo della composizione del latte è ancora oggetto di ricerca, e quello che non sappiamo è probabilmente molto più di ciò che già conosciamo. Ad esempio, è stato osservato che un seno solitamente produce latte con più proteine rispetto all’altro. Può darsi che sia una pura casualità… o può darsi che tuo figlio possa scegliere, succhiando più da un seno che dall’altro, un pasto con più o meno proteine.
Eri convinta che tuo figlio mangiasse sempre alla stessa maniera? Pensavi che sarebbe stato noioso passare alcuni mesi prendendo solo latte ? puoi ben vedere che con i latte materno non è così.  Tuo figlio ha a disposizione un ampio menu in cui può scegliere dalle zuppe leggere fino ai dolci cremosi. Siccome non può parlare, né il seno potrebbe capirlo d’altra parte, richiede il suo menu dando istruzioni al seno attraverso tre chiavi:
  1. la quantità di latte che prende a ogni poppata (cioè poppando più o meno tempo con maggiore o minore intensità)
  2. il tempo tra una poppata e l’altra
  3. poppare da un solo seno o da entrambi.
Ciò che tuo figlio fa con il seno è autentica ingegneria per ottenere ogni giorno esattamente ciò di cui ha bisogno. Il controllo di tuo figlio sulla propria dieta è totale e perfetto quanto può variare a volontà le tre chiavi. L’allattamento a richiesta consiste proprio in questo: è il bambino che decide quando deve poppare, per quanto tempo e se deve prendere un seno o tutti e due.
Quando gli si impedisce di controllare uno dei meccanismi, la maggior parte dei bambini riesce a ottenere una dieta adeguata manovrando abilmente con gli altri due […] Ma il bambino che non può modificare né la frequenza né la durata delle poppate, né decidere se prendere un seno o tutti e due, è perduto: in questo modo non prenderà il latte di cui ha bisogno, ma quello che “per caso” gli tocca”.  Se la sua dieta si allontana di molto dalle sue necessità, il bambino avrà dei problemi: il suo peso non sarà adeguato o passerà il giorno affamato e piagnucoloso. Per questo l’allattamento a orario funziona raramente e il risultato è tanto più catastrofico quanto più si pretende di imporre un orario stretto. Il bambino ha bisogno di succhiare in maniera irregolare perché solo così può ingerire una dieta equilibrata.>>

(Da: Gonzàlez C., “Il mio bambino non mi mangia”. Pp. 66-69)

venerdì 3 giugno 2011

"Il mio bambino non mi mangia"... concetti fondamentali

Acquistato per corrispondenza su internet, arrivato la settimana scorsa… l’ho quasi divorato  (e la metafor a in questo caso è azzeccatissima !!!)! Adesso è il turno di “io mi svezzo da solo”, che inizierò spero già da domani…


Dunque, volendo riassumere i concetti principali, o quantomeno quelli che a me son rimasti più impressi, in qualche “pillola”, magari utile anche ad altre mamme…. (vada di fretta, non rifletto molto e non rileggo, perché ho mio marito accanto semi addormentato e non è giusto prolungare la sua agonia….)
  1. Più che di “svezzamento” si deve parlare di “alimentazione complementare”, ovvero fino a 2 anni l’alimento principale della dieta rimane il latte di mamma e tutto il resto si aggiunge a completamento, senza fretta e senza pretese.
  2. I bimbi si autoregolano in modo naturale, sia nella quantità che nella qualità dei cibi complementari da introdurre nella loro dieta.
  3. Quasi tutti tra 9 e 12 mesi hanno un periodo variabilmente lungo di inappetenza; è normale ed è sbagliato insistere affinchè mangino di più.
  4. Anche “aeroplanini”, filastrocche, canzoncine, preghierine e giocattoli “distruttori” rappresentano una forzatura: sono metodi “artificiali” per indurre un bimbo a fare una cosa diversa da quella che farebbe per istinto, cioè smettere di mangiare, dunque sono solo modi più subdoli per “obbligarlo”.
  5. Sgridare un bimbo che non vuol mangiare o che spinge via la pappa serve solo a fargli fare un’associazione del tipo “pappa = un brutto quarto d’ora”; se anche la mamma gli si rivolta contro, in quel momento, sgridandolo ed alzando la voce con lui, il momento della pappa diventa una vera tortura e alla lunga questo può influire negativamente sulla qualità del suo rapporto con il cibo.
  6. Quando ci sembra che i bimbi mangino poco, occorre rivedere prima di tutto le nostre aspettative: nella maggior parte dei casi stiamo sovrastimando le loro capacità e i loro fabbisogni.

Tutta una nota a parte merita il capitolo “latte à la carte”, che spero di ricopiare nei prossimi giorni e pubblicare per intero, perché è illuminante e mi ha fornito ulteriori elementi e notizie a supporto della validità dell’allattamento prolungato (alla faccia di chi inizia a dirmi che sarebbe ora di smettere di allattare Sofia… tiè !)

sabato 26 marzo 2011

arrivano i dentini - parte 2 !!!

...crescono velocemente... e si fanno sentire !!!! Credo stiano spingendo anche quelli superiori, perchè da ieri Sofia continua a cacciarsi le dita in bocca e le muove come se "cercasse" qualcosa sull'arcata superiore.... dorme male e strilla spesso di notte.... 
Allattare inizia a diventare un po' "panico" per me.... non intendo smettere, ovviamente, ma quando afferra il capezzolo con le gengive (e quei due dentini) e tira.... ahi ahi !!!!!


domenica 13 marzo 2011

Allattare da ammalata...

Cosa poteva starci meglio, in questo weekend di primavera, di una bella malattia esantematica ?
Ebbene si, a 32 anni ho beccato qualcosa (non è ben chiaro se sia IV, V o VI malattia... in ogni caso non c'è comunque una cura specifica da fare, quindi non è poi così importante saperlo...)..
Un'eruzione cutanea da urlo, su polsi, braccia, incavi delle braccia, inguine, fianchi, fondoschiena, incavo delle ginocchia, interno cosce e caviglie... seguita da febbre a 38.5 e tanti tanti dolori musolari e ossei, soprattutto a bacino, ginocchia e caviglie...
Allattare in queste condizioni... ragazzi, è difficile !
Quando la schiena ti fa male che ti sembra di aver preso calci su calci, i brividi ti fanno tremare e vorresti solo accucciarti sotto una montagna di coperte... bhè, star lì mezza nuda e su un fianco.... davvero è doloroso...
Ma non ho avuto un attimo di esitazione nel continuare ad allattare Sofia, accertato con il suo medico che non posso nuocerle in modo particolare (al massimo la prenderà anche lei, e tanto è una malattia da bambini.... oppure, al contrario, riuscirò a immunizzarla con il latte... speriamo !!!)
E oggi vago dal divano al letto, prendendo qualche tachipirina quando i dolori son troppo forti... e sperando che passi prima possibile...
Ma che prurito e che dolor !!!!

interno coscia sinistro....

sabato 12 marzo 2011

Tanti saluti.....

Che emozione oggi !!
Sofia ha iniziato a usare il saluto consapevolmente e intenzionalmente !!!! 
A modo suo, agita la manina, la apre e la chiude, se la guarda tutta orgogliosa, e dice "Cai !".....
Che tenerezza !!! Oggi si è messa a salutare allegramente il bimbo del poster che c'è al punto allattamento del Centro Forum.... stentavo a crederci.... 
Mentre prendeva il latte si è accorta di quel bimbo gigante sul muro che le sorrideva... e tutta felice lei ha lasciato il seno, gli ha sorriso con tutte le gengive (nonchè con occhi e ciglia... perchè a mia figlia ridono gli occhi e le ciglia, c'è poco da fare!!) e si è messa a salutarlo con la manina... poi mi guardava e la sua espressione sembrava volermi dire "hai visto che brava che sono ?"... e lì è iniziato il suo tripudio di "Cai, cai !!!!"....
Questi sono i momenti in cui a me viene da piangere per la gioia, l'emozione, l'incredulità, la gratitudine, l'orgoglio, la tenerezza.... i momenti in cui risento Giacinto che mi dice "questa vita è tua e la puoi riempire finalmente delle tue cose belle....".....

Poi... non si capisce perchè... stasera ho avuto uno sfogo allergico su polsi e braccia... sarà stata l'emozione...
E ora che lei dorme (ovviamente nel lettone, perchè il trasferimento nel lettino ultimamente implica il suo risveglio, e la mamma sfinita ha ceduto anche stasera), io la guardo... e capisco che essere innamorati ha anche questa sfumatura, che profuma di biscotto.....

giovedì 17 febbraio 2011

Allattare a richiesta...

Se avessi creato questo blog sei mesi fa, avrei scritto decine e decine di post sull’allattamento; ogni giorno avrei avuto un dubbio diverso, un interrogativo nuovo, una paura in più…
Oggi invece posso raccontare un’esperienza meravigliosa, che continua ancora, finalmente con serenità e senza mille paure (prima tra tutte quella di svegliarmi improvvisamente una mattina senza latte).

Sofia si è attaccata al seno senza nessuna difficoltà, una ventina di minuti dopo essere nata; per i primi due giorni ha ciucciato quasi ininterrottamente in ospedale; la mattina del terzo giorno, in corrispondenza con il nostro rientro a casa, è arrivata la montata lattea. 


Dopo quei due giorni di sfregamento quasi continuo, la pelle dei capezzoli si era irritata (malgrado i  precedenti mesi di preparazione con olio di mandorle); è stato salvifico per me l’olio VEA (che può anche essere ingerito dal bambino, quindi non necessita di lavaggi o altro). Costa un po’, ma ne vale la pena: almeno a me ha permesso di continuare a insistere nonostante il fastidio iniziale ed ha bloccato sul nascere il fenomeno irritativo, che probabilmente avrebbe potuto degenerare con delle ragadi… invece non ne ho mai avuta una, continuando ad applicare il VEA mattina e sera per i primi due mesi; poi sono diventata meno ossessiva, anche perché il problema era davvero rientrato.

Lo scoglio veramente più duro, almeno per me, è stata la pressione esercitata da familiari e conoscenti, sempre un po’ troppo prodighi di consigli, moniti e idee personali, quando non addirittura di critiche e presagi di sventura…

Allatti al seno? Ma non lo sai che poi diventi schiava?”; “Ma sei sicura che il tuo latte sia buono?”; “Ma è di nuovo al seno? Ma sei sicura di avere abbastanza latte?”; “Devi attaccarla al seno ogni tre ore, dieci minuti per seno, e poi basta!”; “Deve esserle chiaro fin da subito che il seno serve per mangiare, altrimenti poi diventa ciuccio e tu non avrai più una vita normale”; “A sei mesi ancora il tuo latte? Ma quando pensi di toglierglielo?”; “Si ma almeno un biberon di latte artificiale daglielo la sera, così dorme tutta la notte e tu hai il tempo di rifare il latte per il giorno dopo!”; “Ma come, il ciuccio non glielo dai ???”; “Il colostro ?? Ma non si da il colostro, fa venire l’ittero!!!” (questa credo sia la più assurda che mi sia stata detta!)…

In una fase (quella iniziale) in cui i dubbi ce li hai già da te, tutte queste considerazioni non aiutano e soprattutto tutti quei “ma sei sicura che…” ti fanno montare l’ansia a centomila; vorresti tanto rispondere “no, non sono sicura di un ca**o, perché è la mia prima figlia e non ho esperienza in merito, ma vorrei avere il tempo di capirlo con calma se permetti”…. E forse solo quando esci dal vortice capisci che tutte quelle “sicurezze” non servono a niente, se non a farti perdere la meraviglia della scoperta giorno per giorno.
Fatto sta che se non sei fortemente determinata a continuare per la tua strada, il rischio di cedere è abbastanza forte…

Ho allattato Sofia “a richiesta”, assecondando sempre i suoi tempi, senza orologio e senza misurazioni; mai fatta una doppia pesata; ho ascoltato i suoi ritmi permettendole di addormentarsi in santa pace al seno quando era stanca, e garantendole di ritrovarlo al suo risveglio. Pian piano mi sono accorta che lei un ritmo piuttosto buono lo aveva anche preso, e in effetti al secondo mese ciucciava più o meno ogni due ore… solo che quelle due ore volavano ed io non me ne accorgevo!
Passata dunque la sensazione di “irregolarità” che all’inizio mi aveva un po’ destabilizzata, ho continuato ad allattare Sofia senza mai ricorrere a latte in formula; malgrado fosse estate non le ho mai dato nemmeno l’acqua (del resto quella necessaria è contenuta già nel latte materno); il ciuccio non lo ha mai voluto lei…. Insomma, solo tetta e ancora tetta ! 






Lei ha avuto pochissime coliche (solo due volte sono state veramente forti e non le ho comunque dato dimeticone o altri farmaci… in quelle due occasioni ho usato un prodotto vegetale a base di finocchio, melissa e passiflora, che non solo le piace molto, ma ha anche avuto buoni effetti su di lei).
Malgrado tutto sia sempre andato bene, fino al quarto mese abbondante ho convissuto con la paura di perdere il latte da un momento all’altro; più volte durante il giorno controllavo di averne abbastanza ed ero ossessionata dal timore che qualcosa potesse “bloccarsi” all’improvviso. 

Il punto di svolta è arrivato quando il suo pediatra, per la prima volta, mi ha spiegato ome funziona la ghiandola mammaria (paragonandola alla parotide), precisando che questa non è fatta per “contenere” latte, quanto per produrlo ed esortandomi anzi a tenerla più vuota possibile (ricorrendo anche più volte  al giorno al tiralatte) per essere sicura di produrre sempre abbastanza latte…. 
Da allora ho smesso di controllarmi ed anche se trovo il seno più morbido o piccino, so che Sofia troverà ugualmente latte... ed è migliorato anche il mio rapporto con il tiralatte !!!