venerdì 19 settembre 2014

Strappi

E poi arriva il momento dei famosi "conti col passato"; il momento in cui prendi di petto i macigni attorno ai quali avevi lucidamente deciso di girare, o meglio sono loro a travolgere te. E nel modo e momento meno prevedibile di tutti, ti ritrovi a tirare fuori con tuo padre le cose "mai dette"; distrattamente, quasi alla svelta, inframezzando tutto con frasi come "avremo tempo e modo per approfondire"...tra una tac e una pet, con una diangosi di tumore in vescica da un lato, e l'attesa di una conferma di probabili metastasi polmonari dall'altro... Incredula e quasi inerme, sballottata tra gli eventi, mentre una bimba ti cresce nel pancione e inizia a scalciare facendoti sentire che la vita continua e rinasce sempre... La fragilità di colpo si veste di forza inaspettatamente calma, dal gusto amaro, certo, eppure nuova da assaporare... E ti ritrovi a non poter controllare più nulla, a dover consolare, rassicurare, sostenere, con il cuore granitico, evitando sapientemente di chiedere a te stessa come ti senta... Dai per scontato ogni giorno che ci sarà un domani; un domani per piangere, per ridere, per giocare, per vendicarti, per coccolarti, divertirti.. Un domani per oziare, imparare qualcosa di nuovo, fare una ricerca, il cambio dell'armadio, provare quella nuova ricetta... E poi di colpo, domani, ti ritrovi tra le carte di un ospedale, a fare i conti con aghi, diagnosi, infermieri, incertezze e soprattutto attese interminabili... È questa la vita. Bella e amara, avara e generosa, ti prende e ti dà... È anche questa la vita.

domenica 13 luglio 2014

A volte ritornano.... Dubbi e timori sull'allattamento in tandem

Arianna ha 22 mesi; quando é nata allattavo ancora Sofia, allora 25 mesi, e per 5 mesi circa ho proseguito in tandem.
Mi è capitato di scriverlo altrove, è stata un'esperienza molto difficile; avevo voglia di coccolare e rassicurare la mia primogenita, catapultata di colpo in un mondo nuovo, ma d'altra parte mi rendeva nervosa spesso la sua insistenza, i suoi continui movimenti durante le poppate, allattarla mentre si contorceva, non riuscire a negoziare nulla sui tempi o sulla frequenza delle sue richieste; a volte mi sentivo ostaggio, provavo insofferenza, un vero casino di emozioni. 
I miei ormoni, le sue fragilità, i miei sensi di colpa, lasciavo e riprendevo, la sgridavo, poi la riaccoglievo.... Dopo 5 mesi ho capito che stavo facendo male a entrambe, e - con un gesto unilaterale e drastico - l'ho staccata per sempre.
Adesso Arianna ha 22 mesi. Sempre allattata con amore e convinzione, ho fatto di tutto per proseguire l'allattamento nonostante il lavoro full time, tiralatte in borsa per quasi un anno, tutto l'amore e il trasporto che solo una mamma può provare.
Ma adesso nella mia pancia c'è un'altra bimba, da 15 settimane.
Il pensiero di ricominciare con un tandem come quello mi atterrisce, so di non essere fatta per quel tipo di relazione, e già da adesso mi trovo a nutrire a tratti insofferenza quando lei si contorce, scalcia, sale e scende dalla poltrona continuando a tenere in bocca il mio capezzolo.... Quando ci mettiamo a letto la sera e mentre l'allatto passa per tutte le posizioni, salendomi a cavalcioni sull'addome, scavalcandomi per poi mettersi in ginocchio; quando le chiedo di lasciarmi un attimo e per risposta lei stringe di più.... 
Credo il latte sia ormai drasticamente ridotto, e ciò la rende più ostinata e nervosa nelle richieste, frequenti di giorno, e ancora presenti nei suoi 1-2 risvegli notturni.
Ritrovarmi a nutrire emozioni contrastanti mi getta in panico; non voglio ripetere con lei gli errori fatti con Sofia; non voglio sgridarla, e quando sento che mi parte l'istinto di rimproverarla, mi ingoio quel moto di rabbia, con tutti i suoi sensi di colpa, ma tutto mi monta dentro, mi sento prigioniera...  E capisco che così non va. Non è questo l'allattamento, non è questo ciò di cui abbiamo bisogno, nè io, nè Arianna, nè la bimba nella pancia.
Ieri sera ho deciso che basta. 
Ho spiegato con dolcezza ad Arianna che la mamma così non lo sopporta più, che il suo amore non cambierà mai, che troveremo altri modi per farci le coccole....
Ovviamente Arianna piange.
Protesta, scalcia, si dimena...
Ovviamente.
Ma alla fine, carezzandole il pancino, si mette a ridere, e ridendo si é addormentata.
Stanotte alle due, primo risveglio "horror"... 
Grida, pianti, contorsioni, amore mio in preda all'incapacità di addormentarsi senza ciucciare...
Le ho sussurrato il mio amore mentre mi prendeva a calci, ho cercato di cullarla,  le ho parlato con tono rassicurante, proposto acqua, succo di frutta, lei inconsolabile, ancora grida, contorsioni, rischio di farsi anche male rigirandosi nel letto senza una direzione...
Mio marito mi suggeriva di andare via, io non me la sono sentita...
Dopo mezz'ora di inferno, che dentro di me è durata 9 ore, si è addormentata tra le mie braccia e io sono scoppiata in lacrime.
Mi domando se abbia ragione mio marito, se sia meglio andar via del tutto, o se la mia presenza sia invece importante per dimostrarle che mamma non è scomparsa, ma che dobbiamo cambiare metodo.....
Il mio odore, in questo momento, le farà più male o più bene?
Mi domando come faremo, quanto durerà, quante volte avrò l'impeto di cedere, facendole più male, perchè so che dopo me ne pentiró.. Quante volte piangerà, come si sentirà sperduta e disorientata... 
In che modo possa renderle meno doloroso un passaggio a  cui non è ancora pronta, ma che sento necessario per non corrodere la nostra relazione, con gli stessi errori compiuti un anno e mezzo fa con Sofia....
Alle sei nuovo risveglio... Con gli occhi ancora chiusi mi domanda "cucco"; io prontamente le dò il succo di frutta, che beve avidamente, per poi stendersi di nuovo nel letto. Le dò in bacio, esito sul da farsi, le dico che mi alzo solo per andare in bagno e torno.... Lei inizia a piangere, mio marito mi dice "lasciala a me"... Esco dalla camera da letto chiudendo la porta alle mie spalle, con la sensazione di tradirla, abbandonarla, farle del male. La sento piangere mezzo minuto, poi di nuovo il silenzio..... Avrà allora ragione mio marito? Sarà meno doloroso per lei se per un po' mi staccherò del tutto ? Sarà forse più mio il bisogno di starle accanto? Quanto è difficile separare il suo bisogno dal mio, e agire in modo da salvaguardare solo e comunque il suo ?

sabato 24 maggio 2014

Maggio 2014

C'e un istante di vuoto, in cui tutto si ferma e ti sembra che non ci sia più nemmeno la forza di gravità; la vista si annebbia per un velocissimo mozzafiato istante in cui ti gira la testa vorticosamente mentre cerchi di mettere a fuoco con esattezza.
E poi metti a fuoco, e mentre strizzi gli occhi, quella crocetta blu diventa sempre più nitida per gli occhi e per la tua consapevolezza... 
In quel nanosecondo ti rendi conto che dentro di te conoscevi il responso ancor prima di scartare l'astuccio di carta scricchiolante, ma prenderne atto ha sempre un impatto diverso.
Cinque settimane. 
Un istante di smarrimento per singhiozzare uno smarrito "ma io non sono pronta per niente!".... E dopo qualche giorno le nubi sono improvvisamente scomparse, il cielo è tornato azzurro, inizi a sentire che una vita nuova pulsa dentro di te... E allora pensi che tre figli sono sempre stati il tuo sogno.
Otto settimane e vedi per la prima volta nel monitor del dottore quel pallino grigio che pulsa.... 10 millimetri di vita vera, un miracolo che si rinnova...
Forse nel momento meno "comodo"; non abbiamo ancora la casa, Arianna è piccola, Sofia sta iniziando ad accettare adesso l'idea della prima sorellina, Ciccio non ha ancora un lavoro regolare.....
Ma la vita non la prevedi, la vita arriva e la ami, la curi, la ricevi in dono e non potresti desiderare di più....
Ricomincia il percorso, le settimane, le ecografie, gli screening, gli esami.... I vestiti premaman, l'olio di mandorle, l'avido folico.... Tutto così noto, eppure mai noioso; tutto così vissuto, eppure mai scontato...
Stavolta è una cosa più intima, più nostra, meno sbandierata, ma comunque meno ansiosa.
Ieri lo abbiamo detto a Sofia che, dopo aver poggiato l'orecchio sulla mia pancia per sentirgli il cuoricino, ha affermato che se sarà femminuccia la cjiameremo "Rosi coniglio", mentre se sarà maschietto sarà "Robo coniglio"..... (Grazie Peppa Pig per questi spunti coloriti!!!)... Poi ha detto a sua sorella "Arianna, arriverà un altro fratellino o sorellina"
Dentro il mio cuore di nuovo calma e ottimismo... Voglio essere semplicemente serena e fiduciosa stavolta. 
Voglio semplicemente sentire e vivere tutto con naturalezza, senza sovrastrutture emotive nè cognitive. Con naturalezza e semplicità. Come spero sia sempre la nostra vita.

lunedì 30 dicembre 2013

Ultimo dell'anno

Ultimo dell'anno.
Per bilanci finali e nuovi propositi.
Per guardare indietro con poca nostalgia, e fissare lo sguardo avanti, colma di speranze,  sogni e progetti.
Saluto un anno devastante, fatto di solitudine, grigiore, malattia, paure, lacrime, amarezze, insonnie, rimpianti e rimorsi.
Accolgo un anno che spero porti stabilità, equilibrio, un nuovo nido per la mia famiglia e nuovi spunti per reinventarsi legami e sintonie nuove.
Tra me e Sofia; piccola diventata grande, ancora tanto bisognosa di "mamma sua".... Amore infinito che richiede coccole, attenzioni, tempo, amore.
Tra me e Arianna, che mi conosce davvero poco, eppure mi cerca e mi pretende ogni volta che sono nel suo raggio visivo.
Tra me e mio marito, purtroppo messo sovente in secondo piano, eppure bisognoso anche lui attenzioni, incoraggiamenti, tenerezze e sorrisi.
Tra me e mia mamma, con cui mi appresto a condividere un futuro intenso, all'interno dello stesso nido, non appena lo avremo trovato; spero vivamente di vederla serena, un po' più grintosa, allegra, un pizzico più consistente di quanto non sia mai stata, un po' più lucida di quanto non l'abbia vista negli ultimi tempi... E che ci sia ancora tanto tanto tanto tempo per godersi reciprocamente e riempirci i cuori di vicinanza e complicità.
Tra me e mio papà... Un dialogo da ricostruire, un equilibrio da reinventare, una relazione da riscrivere....
E poi mia sorella, la sua famiglia, i loro sogni, i nostri tempi....
Confido in tante cose ancora da fare, realizzare, raggiungere, ottenere....
Confido, come sempre, nella forza dell'amore, che ci tenga uniti nelle bufere e ci permetta di sorridere un po' più spesso, un po' più spensieratamente.

E, se possibile, confido anche in un respiro più morbido, profondo e lento.
Che quest'anno mi è mancato assai.


sabato 28 dicembre 2013

Ancora svolte e cambiamenti.....

Un anno decisamente movimentato questo 2013 che si accinge a concludersi.
Il 28 dicembre 2012 arrivavamo a Nova Milanese, dentro una casa sconosciuta, estranea, fredda e distante. Casa che abbiamo lentamente personalizzato e riempito di "noi", fino a renderla a nostra misura, insieme ad una nuova vita a nord, da reinventarsi completamente. 
Nuovi ritmi, nuove regole, nuove esperienze.
Un anno da soli, un nuovo lavoro per me, un inedito ruolo di "mammo" per Ciccio. 
Una figlia minuscola che a stento mi conosceva, e che ha imparato a stare con mamma un paio d'ore al giorno. 
Una figlia "maggiore", ancora piccolissima, che di colpo si è trovata "senza mamma" e senza più nessuno dei suoi punti di riferimento.
E poi le esperienze nuove, i luoghi da scoprire, la neve per la prima volta in vita nostra, i parchi giochi, i parchi faunistici, la bicicletta, le video chiamate ai nonni,  l'asilo, qualche amico nuovo...
Tutto sempre cercando di giocare, ridere, sorridere, essere ottimisti...

Il 20 dicembre del 2013 siamo saliti su un aereo che ci ha riportati qui di nuovo. Per sempre.
Il trasferimento tanto desiderato è arrivato.
Nuovi scatoloni, nuovi bagagli, nuovo trasloco. 
E di nuovo a casa.
Casa. Adesso è un capitolo nuovo. Adesso bisognerà trovarla una casa, stavolta da comprare.
Nel frattempo, con dispiacere, abbiamo lasciato la scuola.
Una scuola bellissima, per quanto comunale, assolutamente perfetta. Maestre attente, affettuose, dolci; programmazione accurata, modalità deliziose. I primi legami di Sofia al di fuori di casa.
E io, che ho sempre difficoltà con cambiamenti e distacchi, ho pianto salutando le sue maestre.
Adesso troveremo una scuola nuova , faremo un altro inserimento. Ci spoglieremo dall'identità di "bambina dei rossi", che ci piaceva tanto, e troveremo uno spunto nuovo per amare una scuola nuova, speriamo vagamente paragonabile a quella lì...

Una scelta sofferta, come tante. 
Ancora una volta non ho scelto per il mio futuro professionale, quanto piuttosto per la mia famiglia.
Ciccio iniziava a star troppo stretto in quei panni di mammo, la sua pazienza era decisamente allo stremo, sentiva  troppo la mancanza del suo lavoro e rimanendo lì, da soli, non avrebbe mai trovato uno spiraglio per tentare nuovi giri. Le mie bimbe sarebbero cresciute lontane dagli amori più veri, quelli dei nonni, per poi probabilmente decidere comunque, una volta cresciute, di emigrare in paesi più promettenti dell'Italia....
Tornare a Palermo significa castrare per sempre ogni possibilità di crescita lavorativa per me, ma offrire importanti alternative a mio marito e alle mie figlie, migliorando la qualità della loro vita.
E ancora una volta ho scelto per loro.
Così come ho scelto per loro un anno fa, quando ho accettato di rinunciare ai miei sogni professionali per andar a lavorare al servizio clienti della banca, la cosa si è ripresentata adesso, e ho continuato a scegliere per loro. D'altra parte questo lavoro non me lo sarei mai scelta, se avessi potuto scegliere davvero. Ma dal momento in cui le esigenze hanno avuto la meglio, ed ho comunque deciso di garantire un futuro alla mia famiglia, questa scelta è stata una logica conseguenza.
Ed oggi, felici e nuovamente sereni, siamo di nuovo nella nostra amata Palermo, con un nuovo sogno da coltivare: trovare un nido, stavolta definitivo, stavolta nostro a tutti gli effetti, in cui piantare per sempre le nostre radici.
E, aggiungo dal profondo dei miei sogni, anche un terzo figlio.... Speriamo.... Tra qualche anno, ovviamente.......


martedì 24 settembre 2013

Materna e dintorni

Ci siamo.
Sofia ha iniziato la scuola.
Incredibile come sia volato il tempo, da chè era una cucciola alle prese con i primi passi, a che me la ritrovo con lo zainetto sulle spalle, pronta per il primo giorno di scuola...
In barba a tutte le mie paranoie e timori iniziali, non ha versato che si dica una lacrima... Mai un attimo di esitazione, mai un momento in cui abbia tentennato se entrare in classe o no...
Fin dalla prima mattina ha preso la maestra per mano ed è andata sorridente in classe.
Io invece mi son messa a piangere...
Oggi ho avuto un colloquio conoscitivo con le maestre.
La classe è di 28 bambini di età mista dai 3 ai 5 anni; i piccoli della sua età appena entrati sono 11. Le maestre 2.
Entrambe molto dolci, materne, aperte, disponibili... Almeno fino a ora!
Abbiam parlato di regole e abitudini, ovviamente con me hanno sfondato un muro di lana, visto che di regole a Sofia ne ho date veramente poche...  E lei si è già evidentemente mostrata nella sua caratterialità, sfoderando una serie di no e di rifiuti....
Quando una delle due mi detto che non si lascia coccolare facilmente avrei voluto dirle che son cose che da mia figlia ci si deve guadagnare...ma avrei rischiato di dar troppo a vedere quanto sia gelosa... ;)
A parte lo,scherzo, la cosa che fatico maggiormente a concepire è che adesso Sofia abbia degli spazi in cui io non vedo, non sento e non sono con lei... Fatico proprio ad accettare che per quelle 4 ore al giorno lei interagisca, scambi, parli, risponda....e io non possa esserci....
Sono razionalmente contenta che possa intessere un legame importante e significativo con le sue maestre, ma il mio stomaco si contorce un po' all'idea... All'idea che sia tra le mani di estranee., che qui per altro mi sembrano proprio straniere, considerato il senso di estraneità e di non appartenenza che nutro verso questa terra...
Tutto ció premesso.... Fino ad ora la scuola va bene, e questo è l'importante....

Solo che in me è proprio sceso un velo nero, soprattutto rispetto al mio futuro...
Mi sembra che tutto il meglio che la vita aveva a darmi, sia già arrivato... E che ora rimangano solo gli "sgoccioli"....
Anticamera depressiva, lo confermo... Ma da quando siamo qui, è dura resistere....

domenica 22 settembre 2013

Poche cose

Poche cose hanno la perfezione delle sue braccina paciocche e pure che si appendono al mio collo e si appoggiano alla mia spalla quando la prendo mentre dorme e me la porto nel letto con me.... Poche cose hanno la meravigliosa beatitudine del suo viso quando la poggio sul cuscino e lei, continuando a dormire, si mette nella "sua" posizione.....
Amore allo stato puro